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sabato 28 giugno 2014

Tomato hubris


I Greci, che la sapevano lunga, definivano hubris quel sentimento di inorgoglimento dell'eroe che non ne sbaglia una, che lo fa finalmente peccare contro gli dei, proprio nel momento in cui si sente più sicuro, quando fa un'impresa che non sarebbe cosa umana.
Avete presente quell'antipatico di Ulisse come si bullava?
Ecco.

Ora che ne so un pochino pochino di orticoltura, comincio a comprendere come la hubris possa essere  un sentimento diffuso fra i "praticanti della zucchina".
E ancora a me va bene, perché mi evito la tracotanza di fertilizzanti e pesticidi.
Posso solo immaginare come sia hubrissato chi usa questi metodi!

Comunque.

Questa volta ho DAVVERO esagerato con i pomodori.
Un po' perché voglio provare nuove varietà (e se al marito piacciono i "cuori di bue", non gliene vuoi comprare 2 piantine?), un po' perché ho trovato nascosti nella dispensa dei semi non ibridati di perini del 2009 e, visto che era il mio primo anno di tentativo di semenzaio, ne ho fatti crescere una quantità  astronomica (non trovate anche voi che il diradamento sia una vera e propria crudeltà?).

Adesso i miei due bancali di orto sinergico sono invasi da questa "piantaccia" (più tutto un terzo nell'orto "grande" che sto avviando).
E la prospettiva di quintali di salsa da preparare non mi rende una donna felice.
Perdipiù passo ore a cercare di governarli in qualche modo.
Il che significa, in sostanza, selve di pali, paletti, file e cordini, che per raggiungere il basilico (che si erge sinergicamente tra i pomodori selvaggi) devo assumere un contorsionista.

Segnalo in proposito un bel post di "Orto di carta" (a tutt'oggi il mio orticoltore preferito...) che riguarda il pomodoro.

E, come dice un mio amico, se volete le passate, passate!

1 commento:

  1. Se poi ibrido deriva da hubris la tracotanza dei venditori di sementi ibride fa a farsi friggere con i pomodori verdi alla fermata del treno

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