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lunedì 31 marzo 2014

Niente per scontato


Si dice che la legna scalda due volte: quando la "fai" (cioè la tagli) e quando la bruci.
Per la mia esperienza attuale diciamo che scalda anche quattro o cinque!

Questo anno per me è la prima vera volta che metto da parte la legna che occorrerà a scaldarmi per il prossimo inverno (e non abbiamo ancora finito del tutto!).
Gli inverni scorsi, pur scaldandoci prevalentemente a legna, causa panificio, l'abbiamo sempre comprata da terzi.
Ora, vuoi perché siamo entrambi disoccupati, vuoi perché possediamo un bosco completamente lasciato a se stesso che andrebbe ben rigovernato, abbiamo proceduto a tutte le fasi del taglio.
Dall'albero al ciocco.

Dunque.
In primis si son dovuti togliere tutti i rovi che avevano completamente coperto il sottobosco in quelle zone nelle quali avevamo deciso per il diradamento (alberi morti, troppo vicini gli uni agli altri ecc. ecc.).
Un lavoraccio.
Spine e sacramentazioni.

Poi abbattimento degli alberi sul posto.
Poi taglio dei rami.
I più grossi da un lato e la ramaglia più piccola dall'altro.
Poi, con la motosega, il taglio in sezioni circolari abbastanza piccole per la nostra stufa.
Poi il trasporto di tutti questi pezzi con la carriola su e giù per il prato sconnesso fino alla casa.
Poi, con la sega circolare, il taglio dei rami.
Poi, con l'ascia, la divisione in ciocchi.
Poi l'accatastamento che richiede la sua bella maestria (che una notte una catasta si è disfatta e, dal rumore, pensavamo venisse giù anche la casa).

E, ciononostante .... vi sembrerà incredibile, pazzesco ... e forse lo è ....
MAI E POI MAI rimpiangerò un calorifero!

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